«La salute contesa»: il diritto alla salute dopo venticinque anni di Titolo V, nel libro di Francesco Clementi e Antonio Gaudioso

Studi BeF
A venticinque anni dalla riforma del Titolo V, gli autori si chiedono se il diritto alla salute sia ancora lo stesso in ogni regione, e propongono come far decidere meglio Stato e Regioni. L’Osservatorio segnala il volume a chi si occupa di tutela dei pazienti.

Il libro

Nel 2001 la riforma del Titolo V della Costituzione ha collocato la «tutela della salute» fra le materie di legislazione concorrente e ha riservato allo Stato la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (art. 117, secondo comma, lett. m, e terzo comma). Venticinque anni dopo, Francesco Clementi e Antonio Gaudioso tornano su quella scelta con La salute contesa. La metamorfosi silenziosa della tutela della salute a venticinque anni dal Titolo V (Il Pensiero Scientifico Editore, 2026), presentato il 1° ottobre al Senato, nella Sala Koch di Palazzo Madama.

Il diritto alla salute è uno solo, ma la sua attuazione passa attraverso sistemi regionali che non hanno tutti le stesse capacità. Stando alla presentazione che ne è stata data, il volume ricostruisce come il regionalismo sanitario sia cambiato nel tempo e affronta i temi che ogni paziente conosce per esperienza: l’equità nell’accesso alle cure, l’effettività dei livelli essenziali di assistenza, la mobilità di chi è costretto a curarsi in un’altra regione. Un posto a sé ha la Corte costituzionale, che in questi anni, nelle parole di Clementi, ha costruito una «giurisprudenza dell’equilibrio» fra l’autonomia dei territori e l’effettivo godimento dei diritti.

Il libro non si ferma alla diagnosi. La proposta riguarda le intese in Conferenza Stato-Regioni: renderle più efficaci, superando la logica dell’unanimità quando si traduce in un diritto di veto. La ragione sta in una frase di Antonio Gaudioso: la leale collaborazione «non può essere considerata una semplice tecnica di raccordo procedurale: è una condizione sostanziale dell’effettività del diritto alla salute». Quando Stato e Regioni non decidono, a pagare sono i diritti dei cittadini.

Gli autori

Francesco Clementi è professore di Diritto pubblico italiano e comparato alla Sapienza Università di Roma.

Antonio Gaudioso insegna Management della salute alla Luiss Guido Carli. Viene dall’attivismo civico: di Cittadinanzattiva è stato segretario generale dal 2012 al 2021 e poi presidente, ha lavorato con il Tribunale per i diritti del malato e ha partecipato alla stesura della Carta europea dei diritti del malato. Nell’ottobre 2021 è passato alle istituzioni, come Capo della Segreteria tecnica del Ministro della Salute Roberto Speranza. Conosce dunque la sanità da entrambi i lati: quello di chi chiede la cura e quello di chi deve organizzarla.

Perché lo segnaliamo

Chi si occupa di responsabilità sanitaria arriva sempre dopo: quando il danno c’è già stato e resta da stabilire chi ne risponde. Il libro di Gaudioso si occupa del prima: di chi decide quali cure spettano a tutti, in ogni regione, e di che cosa accade quando Stato e Regioni quella decisione non la prendono. Sono domande che in un processo giudiziario non entrano, ma che stanno alle spalle di molte delle vicende che l’Osservatorio racconta. Lo segnaliamo anche per chi lo ha scritto. Antonio Gaudioso la sanità l’ha conosciuta prima dalla parte dei cittadini e poi da quella delle massime istituzioni. Per un Osservatorio promosso dagli Studi Legali Baldi & Favati insieme a Cittadinanzattiva Toscana è una lettura che riguarda da vicino i percorsi di cittadinanza in ambito sanitario.

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