Responsabilità medica e sanitaria

La responsabilità medica e sanitaria è l’area di maggiore specializzazione degli Studi Legali Baldi e Favati. Assistiamo i pazienti e i loro familiari nelle azioni di risarcimento del danno da errori diagnostici, terapeutici e chirurgici, infezioni correlate all’assistenza, carenze organizzative della struttura e violazione del consenso informato — nei confronti delle strutture sanitarie pubbliche e private e dei singoli professionisti (legge n. 24/2017, Gelli-Bianco) — seguendo l’assistito dall’analisi della documentazione clinica e dalla valutazione medico-legale fino alla composizione stragiudiziale e al giudizio.

In questa sezione pubblichiamo periodicamente il commento di sentenze rilevanti, nell’ambito dell’Osservatorio sulla Responsabilità Sanitaria, promosso dagli Studi con Cittadinanzattiva Toscana e con la sede territoriale di Pisa del Tribunale per i Diritti del Malato. Iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti.

Una protesi metallo-metallo ritirata dal commercio e una paziente mai richiamata per dodici anni. Per la Corte d’Appello di Firenze l’obbligo di controllo nasce dal contratto di spedalità, non dalle circolari

Responsabilità medica-sanitaria e Mediazione. Una riflessione su un diverso modello di gestione del contenzioso sanitario

Consenso informato: non basta firmare e non basta essere informati, che cosa impone la legge nel dialogo fra medico e paziente

Le recenti sentenze sul riparto delle rette nelle residenze sociosanitarie

L’esperienza della patient advocacy per governare la sanità nell’interesse dei cittadini

Il lifting al seno lascia una cicatrice, condannati il chirurgo e la società privata che fattura l’intervento, esclusa la responsabilità della struttura ospitante

Lesione del nervo facciale dopo un lifting: la clinica risponde in solido con il chirurgo scelto dal paziente e non può rivalersi su di lui in assenza di colpa grave

Si allontana dal pronto soccorso in stato confusionale e viene travolto sulla strada: della morte risponde anche l’ospedale che non lo ha sorvegliato

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