Il Ministero dell’Istruzione e del Merito nonostante le numerose sentenze di condanna ritarda nel pagamento delle carte ai docenti precari destinatari delle sentenze. Inutili si sono dimostrati i solleciti inviati periodicamente al MIM tanto che molti docenti hanno deciso di intraprendere l’ulteriore ricorso per l’ottemperanza delle sentenze.
Il giudizio di ottemperanza è un procedimento giudiziario che si svolge davanti al TAR e che permette alla parte vittoriosa di dare esecuzione ad una sentenza qualora la pubblica amministrazione non adempia spontaneamente. Il TAR non compie ulteriori valutazioni sul diritto già riconosciuto ma si limita ad accertare se il Ministero ha adempiuto oppure no.
Si tratta di un vero e proprio giudizio che in tempi brevi garantisce l’adempimento delle sentenze di condanna nei confronti di qualsiasi pubblica amministrazione.
I TAR che si sono pronunciati sui ritardi del Ministero non hanno dubbi: dopo la sentenza la carta docente va subito pagata ai precari. I vari Tribunali Amministrativi come anche quello della Toscana dopo poco tempo dal deposito dei ricorsi, hanno condannato il MIM all’ottemperanza della sentenza, ovvero all’accreditamento del bonus da 500 euro agli aventi diritto. La procedura davanti al TAR prevede, in caso di persistente adempimento, la nomina di un commissario ad acta che dovrà intervenire qualora si dovesse riscontrate ulteriore inerzia del Ministero. Secondo i Giudici amministrativi le sentenze che hanno riconosciuto il diritto alla Carta del docente agli insegnanti precari, hanno un immediato valore conformativo-ordinatorio nei confronti dell’Amministrazione intimata che, dunque, è tenuta a conformarsi alla decisione del Giudice.